I Confini delle Parole o le Connessioni del Caso

Polo Museale Santo Spirito via Santo Spirito, 77, Lanciano

Per il FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea 2025, Gabriella Stazio parte dal tema centrale del Festival – confini, conflitti, incontri – per sviluppare una coreografia basata sul metodo delle Keywords. Concetti come linea, perimetro, rottura, dissonanza, dialogo o rispecchiamento si trasformano in stimoli creativi, alimentando un processo di ricerca condiviso tra la coreografa e i danzatori che genera la creazione di I Confini delle Parole o Le Connessioni del Caso.

Il metodo del caso si manifesta in scena attraverso l’estrazione casuale delle parole chiave durante la performance. Questa scelta, apparentemente priva di un ordine predefinito, diventa il punto di partenza per tradurre i concetti in movimento. Ogni parola guida i performer sulla base di informazioni e indicazioni ricevute durante le prove, stimolando un “problem solving” istantaneo che trasforma l’imprevisto in azione scenica. Nonostante l’aleatorietà, la struttura definita in fase di prove garantisce coerenza estetica e formale al risultato finale.

15€

Ciò che Persiste Perde la Forza di Colpire

Polo Museale Santo Spirito via Santo Spirito, 77, Lanciano

“Noi siamo il rosso e il nero della terra, un oltremare di sandali sfondati, il polline e la polvere nel vento di stasera. Uno di noi, a nome di tutti, ha detto: “Non vi sbarazzerete di me. Va bene, muoio, ma in tre giorni resuscito e ritorno”.

Confini Disumani ispirato al testo Solo Andata di Erri De Luca è una preghiera fisica, una denuncia, un quadro nudo e svilito della nostra società. È una chiamata civile, una riflessione sofferta sulla perdita del senso di appartenenza. Un gruppo di migranti privi di identità che toccano lo stato d’animo della paura, della perdita, dell’ego accecato ed ancora si imbattono senza sosta nel pericolo. Una lente di ingrandimento su un viaggio sofferto che restituisce corpi privi di appartenenza in un racconto che si fa odissea contemporanea. Nessun bluff. È quello che ancora oggi accade.

15€

Lingua

Polo Museale Santo Spirito via Santo Spirito, 77, Lanciano

Lingua nasce nel tentativo di rispondere alle domande: Qual è l’incarico primario della performance? Quale la sua missione? Il dialogo tra performer e pubblico, il filo invisibile tra azione performativa e di osservazione è generato da un corpo che esiste nel momento stesso in cui viene guardato. Il corpo esposto si fa territorio da esplorare con lo sguardo, mosso da una danza in cui riconoscere e riconoscersi: il salire e scendere delle costole, la vibrazione sottile del sangue che pulsa sotto la pelle, le sue pieghe, cavità, imperfezioni, ferite, dettagli. Lingua prende forma dall’attesa creata nel “lasciarsi guardare”, fino a ribaltare i compiti, gli incarichi tra performer e pubblico. Tutti i corpi coinvolti sono mappe identitarie, che senza conoscersi, sono legati da somiglianze originarie e antiche.

La performer mostra e invita il pubblico a compiere l’azione reale di scrivere sulla sua pelle, donando il suo corpo come una tela sulla quale depositare i propri segni, le proprie tracce. Il corpo si fa caverna, ventre gravido di una lingua che si insinua, strumento di traduzione di parole non dicibili, eco di micromovimenti e memorie collettive, portatore di un’identità singola e comune.

15€