danza muta per due ossessioni
di Giulio Macrì
Un supermercato. Un incontro. Una storia d’amore.
Due clown, due buffoni, o forse solo due persone, si aggirano con cautela tra gli scaffali. Indossano doppi guanti di lattice, mascherine e, avvolti in molteplici strati di plastica, vagano con bastoni telescopici e spruzzini con cui puliscono ogni cosa prima di toccarla, per tenere il mondo alla debita distanza.
Ciascuno pensa a recuperare, nel minor tempo possibile, ciò di cui ha bisogno. Senonché, nello scaffale di detergenti e ammorbidenti, di flaconi ne è rimasto uno solo.
Si vedono da lontano e capiscono subito. Cosa ne sarà di questa lotta all’ultimo Coccolino?
È possibile che un nemico del genere, in tempi sospetti, possa diventare qualcosa di più?
Supermarket esplora la capacità, o l’incapacità, di accogliere le contraddizioni e le trasformazioni delle persone che ci circondano. Ci chiede se siamo innamorati della persona in sé o di ciò che quella persona rappresenta per noi.
