di Paola Vezzosi | Adarte
In Forma Rerum il corpo, attraverso la sua forma, permette di toccare, essere toccato e sentire intensamente la materia e le emozioni. Si indaga il concetto di forma, intesa come configurazione fisica che delimita la massa ed è capace di generare armonia o dissonanza.
I danzatori, materia in movimento, si plasmano e si dissolvono nello spazio e nel tempo. L’azione coreografica, come un’operazione architettonica, dà forma alla materia-corpo; il fraseggio, come una grande scultura obbediente, costruisce lo spazio.
In questo divenire emergono i rapporti umani nella loro fragilità e complessità, dove l’apparenza si fa spesso strumento di manipolazione e barriera di difesa. La forma rivela così non solo la differenza degli esseri, ma anche le dinamiche invisibili che plasmano le relazioni, tra controllo e vulnerabilità, tra superficie e profondità.
È un’esplorazione sensoriale sulla bellezza che, sfidando gli stereotipi contemporanei, apre nuovi orizzonti per i canoni estetici.
