Dedalo

Dedalo

di e con Luigi Friotto

Dedalo di Luigi Friotto è il labirinto che apre e chiude le porte dell’animo umano senza la pretesa di trascinarlo fuori. Il corridoio verso l’uscita esiste, ma è solo la via finale da percorrere: prima della salvezza, per chi vorrà trovarla, ci sono innumerevoli stanze in cui lasciare lo sguardo.

Dedalo, Icaro, Zeno, Ulisse, gli uomini della caverna di Platone: ognuno con la propria storia e le proprie prospettive sul mondo, ha tentato di sfidare i limiti del pensiero comune per intravedere la luce, aprire nuovi spazi della mente e scoprire lidi migliori e più avvincenti. Il loro fallimento è chiaro e innegabile, ma resta, in fondo, la celebrazione del tentativo di riscatto su questa terra.

L’uscita dal labirinto che ci abita passa per l’abbandono delle cose a cui ci siamo legati indissolubilmente. È il tempo di lasciar andare cose, persone, privilegi, rancori. È il tempo di non aggrapparci più a quella che crediamo la nostra salvezza: al piatto pieno, alla luna dentro il pozzo, alle mani che chiamiamo in aiuto, spesso invano. È il tempo di non tornare più sulla strada che ci riporta alla partenza. È il tempo di non legare il nostro destino a ciò che è fuori dalla porta e non ci appartiene. È, infine, il tempo di baciare chi ci ha fatto male — e lo ha fatto bene, forse solo per farsi perdonare senza rimorsi o, in fondo, per donarci un’occasione di pietà.

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