Mattia Fabris

Attore

Mattia Fabris si diploma come attore nel 1996 alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano. Da allora lavora con svariati registi: Cristina Pezzoli (La fine di Shavuot di S. Massini, Glen Garry Glen Rose di D. Mamet), Gigi Dall’Aglio (Terrore e miseria del Terzo Reich di B. Brecht), Gabriele Vacis (Vocazione tratto da Goethe, La rosa tatuata di T. Williams), Serena Sinigaglia, con cui nel 1996 fonda la compagnia ATIR.

Con la regia della Sinigaglia partecipa a molte produzioni della compagnia (Romeo e Giulietta e Re Lear di W. Shakespeare, Baccanti e Troiane di Euripide, Donne in Parlamento di Aristofane, ecc.). All’interno della compagnia è anche formatore nei laboratori rivolti ad attori professionisti e non, nonché nell’ambito del teatro sociale.

Parallelamente al percorso in ATIR, segue una strada personale come autore e regista de Il ritratto della salute con Chiara Stoppa e delle storie di alpinismo S(legati) e Un alt(r)o Everest insieme a Jacopo Bicocchi, con cui fonda il duo Compagnia (S)legati, con lo scopo di presentare gli spettacoli nei luoghi legati alla montagna (rifugi alpini, festival di montagna, ecc.). Dal 2015 al 2017 organizza la rassegna di teatro in quota Teatro delle Dolomiti nell’ampezzano.

Come autore pubblica Il ritratto della salute (dall’omonimo spettacolo, Mondadori, 2014), Patagonia, il grande sogno di Ermanno Salvaterra (di cui è curatore, Mondadori, 2021), Raccontami qualcosa di bello (co-autore con Massimo Vacchetta, Mondadori, 2021) e Anche i sogni impossibili – Il XV ottomila di Fausto de Stefani (co-autore con Jacopo Bicocchi, Montura, 2022).