Danilo Balducci

dal 28 luglio al 24 agosto 2017

05A. Balducci

BIOGRAFIA:

Danilo Baludcci nasce a L’Aquila nel 1971, è sempre stato affascinato dalla fotografia e dal potere comunicativo delle immagini. Reportage e fotografia sociale sono i suoi interessi principali. Diplomato presso l’Istituto Superiore di Fotografia e comunicazione integrata di Roma è professionista dal 1998. Docente di fotografia e reportage presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Fornisce regolarmente immagini ad agenzie fotografiche italiane ed estere. Le sue immagini e le sue storie sono state pubblicate su giornali e riviste nazionali ed internazionali: Time, Life, Denver Post, Internazionale, Der Spiegel,Stern, Daily News,The Times, Sunday Times L’Espresso, Repubblica, Panorama..
Vincitore di diversi premi, nel 2002 è vincitore del primo premio Carla Mastropietro per il fotogiornalismo; nel 2005 vincitore del Premio per la pace e per la libertà ad Atri (Te); nel 2008 ha ricevuto 2 Bronze award dall’ Orvieto International Photography Awards (sezioni reportage e portraits) e vari premi nazionali e internazionali; nel marzo 2009 vince il B.O.P. 2009 (Best of Photojournalism) indetto dalla NPPA (National Press Photographer Association) negli USA classificandosi terzo nella categoria “Non Traditional Photojournalism Publishing”.
Un’ immagine del terremoto in Abruzzo è inserita da LIFE Magazine tra le Pictures of the Year 2009.
Nel 2015 è Absolute Winner nella categoria “People” al FIIPA (Fiof Italy International Photography Awards) e si classifica secondo nella stessa categoria. Riceve inoltre cinque Honorable Mention nelle categorie “Reportage”, “Portraits” e “People”. -1 Honorable mention and 2 nominee allo Spider Award -1 Remarkable Award al Sipa 2015 (Siena International Photographic Award) -5 Honorable Mention al MIFA (Moscow International Foto Award) -2nd place in “General news” al MIFA (Moscow International Foto Award) -1 Honorable Mention al IPA (Int’l Photography Award) in Photo Essay and Feature Story -1 Honorable Mention al IPA (Int’l Photography Award)
Nel 2016 vincitore assoluto FIIPA Primo classificato categoria general news MIFA 2° classificato categoria Editorial MIFA 2° posto (merit of Excellence).


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IN ESPOSIZIONE:

“La Linea Invisibile” è il titolo della mostra di Danilo Balducci.

Quello che Danilo Balducci ha posato su quelle genti è uno sguardo unico. Unico nel senso di prezioso, non isolato. E per nostra fortuna, per la fortuna di tutti, Danilo ha preso posizione. Ha deciso di far parte del mondo che ha fotografato, che, rimbalzando dalle immagini alle nostre menti, diventerà parte di noi. Sempre che le nostre menti siano aperte come un vaso che vuole ancora essere riempito di vita. Poi, noi potremo raccontare agli altri. Così la storia sarà una trascrizione continua, perenne, che si rinnoverà di volta in volta. E nessuno potrà mai dimenticare.

Nessuno dovrà mai dimenticare.

Lo sguardo unico ma non isolato di Danilo Balducci è tale proprio perché si è letteralmente immerso nella storia, nel fluire della migrazione degli uomini. L’immersione di Danilo è totale, sempre in apnea fotografica, sempre al livello degli uomini ripresi.

Identità di livello significa compassione, mai pietà, che invece postula posizioni diverse: alta e bassa; chi dà e chi riceve. La compassione è soffrire insieme, legati. In questo caso, legati ulteriormente dal filo di acciaio delle fotografe di Danilo. Un filo che ci stringerà con forza, ma che non ci farà perdere mai conoscenza: la conoscenza della vicenda umana dei migranti, che non dimenticano mai la propria dignità di appartenenza, che esplode letteralmente all’interno delle nostre povere etichette, squarciandole. Queste ultime, nelle immagini potenti, reali e surreali insieme del fotografo-migrante, rappresentate da anelli, quadri e cornici strutturali; natura e intemperie; che non hanno mai il sopravvento, però.

Se così non avesse fatto, non sarebbe riuscito nell’impresa di trasmetterci non solo le immagini, ma anche gli umori, i sacrifici, il dolore, la gioia, la forza, la debolezza, l’annichilimento. E anche gli odori. Sì, anche gli odori. Le fotografe di Danilo, senza mai cadere nel pietismo di maniera, ci danno il senso del tutto.

Su una sola fotografa, su una e una soltanto intendo richiamare l’attenzione. L’immagine in cui l’uomo lancia il bambino in alto. Sono due umanità che, staccate da una distanza verticale, si sovrappongono alla linea centrale della fotografa. Ma anche il fotografo-migrante, con il suo occhio, occupa l’intera linea verticale. Sembra che lui stesso si sia sovrapposto a quella linea verticale. Verticale e alto lui stesso. Come se avesse utilizzato una macchina fotografica stretta e lunga, mai dispiegata in orizzontale. E tutto ciò nonostante il taglio piano e disteso della inquadratura.

Il risultato di questo gesto fotografico è duplice: da una parte si è portati a concentrarsi su uomo e bambino, senza mai perdere il legame emotivo e intellettuale con loro, dall’altra parte si entra letteralmente nella distribuzione spaziale operata dalla natura. Si è dentro insieme a loro.

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web: www.danilobalducci.eu

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